Comune di Gambasca

PROVINCIA DI CUNEO


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Mostra fotografica "Le masche di Gambasca. Tra storia e leggenda"

Nel 1495 la Val Po fu protagonista di un importante processo inquisitoriale che vide accusate di stregoneria nove donne, tra cui quattro gambaschesi.

Molte le storie e le leggende che ruotano intorno alle nostre masche, gli anziani del paese ancora ricordano i loro nonni che la sera della veglia raccontavano strane storie allo stesso tempo curiose e spaventose, vi sono luoghi che ancora oggi richiamano queste vicende, in cui si dice vivesse una masca o si svolgessero riunioni notturne.

Leggende, superstizioni, racconti, credenze popolari che fanno parte della storia gambaschese e che qualche anno fa la Pro Loco ha saputo riportare alla luce, proponendo una mostra fotografica che ha raccontato con foto "artistiche" (rigorosamente in bianco e nero) e scritti le vicende di Caterina Bonivarda e Caterina Borella, masche di Gambasca, accusate e condannate al rogo per i reati di eresia, apostasia e mascaria nel 1495.

Di seguito vengono riportate alcune delle foto più signficative di questa raccolta.



Foto di due masche che ballano attorno ad un albero
Il ballo era visto come un peccato. Si racconta che le masche si ritrovassero per ballare in onore e con i propri demoni
Foto di masche imprigionate in attesa di essere interrogate e forse torturate
Le donne accusate di essere masche furono imprigionate, interrogate e torturate
Foto di un immaginario demone, vestito di nero, con cappuccio nero
Secondo i racconti ritrovati negli atti processuali il demone vestiva di nero, con un cappuccio, un mantello e calzari neri
Foto interpretazione di come poteva esserea una masca. Trasandata e dallo sguardo cattivo
Solitaria, scontrosa, dall'aspetto inquietante, dallo sguardo cattivo, trascurata. Ecco come doveva essera una masca
Foto di masche che si aggirano sospettose con un sacco sotto una quercia
Spesso si racconta di riunioni stregonesche sotto o nei pressi di una quercia
Foto di una masca legata ai polsi con una catena
Una dei metodi di tortura più utilizzati prevedeva di legare i polsi della condannata con una corda o una catena, sollevarla e darle tre strattoni, finché questa non chiedeva di essere deposta a terra e confessava


Ultima modifica pagina: 31/05/10 12:16 - Autore: admin

 


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