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Il libro "Streghe"

Immagine della copertina del libro Streghe di G. Merlo del Mulino (click per ingrandire)

Alcuni anni fa la Pro Loco di Gambasca ha condotto uno studio e un'attenta ricerca sulle storie della masche gambaschesi. Questo lavoro è stato per la maggior parte ispirato dal libro di Grado Giovanni Merlo, Streghe, edito dal Mulino nel 2006.

Il saggio di G.G. Merlo approfondisce, con la perizia e la scrupolosità caratteristica di uno storico di grande esperienza, gli atti giudiziari riguardanti alcune donne della zona di Rifreddo e Gambasca, soffermandosi sui capi d'imputazione formulati nei confronti delle accusate "eresia, apostasia, ovvero mascaria".

Il lavoro di Merlo prende spunto dal ritrovamento di tre fascicoli processuali (faldone 58 dell'Archivio storico del comune di Rifreddo) raccolti da R. Comba e A. Nicolini nel volume "Lucea talvolta la luna. I processi alle "masche" di Rifreddo e Gambasca del 1495", pubblicato nel 2004 dalla Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo.

L'autore, per la ricostruzione del fenomeno della caccia alle streghe, affronta il problema dell'attendibilità delle fonti documentarie a disposizione. Tali fonti risultano, spesso, solo parzialmente conservate, o riportano informazioni scarne e limitate. L'interpretazione delle stesse, costituisce un problema storiografico importante.

I verbali dei processi per eresia-stregoneria risultano spesso ambigui e contradditori e molti dei problemi irrisolti inerenti il fenomeno della stregoneria si incentrano proprio sulle trascrizioni dei processi. Non bisogna dimenticare, infatti, che la voce dei perseguitati è stata tramandata solo attraverso la mediazione della lingua latina, utilizzata degli accusatori, ma sconosciuta agli accusati. Naturalmente tale procedura di verbalizzazione delle deposizioni non garantiva affatto fedeltà ed integrità delle relative traduzioni. Viene quindi da chiedersi quanto negli atti giudiziari sia riconducibile al filtro di giudici e notai e quanto, invece, alla voce autentica degli imputati. La pratica della tortura, inoltre, accertata anche nel caso dei processi contro le masche di Rifreddo e Gambasca, ha contribuito notevolmente alla distorsione delle confessioni. 

Nel libro "Streghe" l'autore delinea un percorso interpretativo dell'intero iter processuale che ha inizio con la proclamazione del tempus gratiae e si conclude due mesi dopo con l'inesorabile condanna al rogo di nove donne accusate dell'orribile crimine di mascaria.

Secondo l'autore, gli atti processuali sono fortemente condizionati dall'ambiente che li ha prodotti; pertanto si rende necessario ricostruire il contesto di vita delle donne accusate e della comunità rurale a cui le stesse appartenevano. In particolare Merlo si sofferma sul ruolo svolto nella vicenda dalla badessa del monastero di Rifreddo, titolare della signoria locale oltreché della potestà religiosa. Probabilmente, sostiene l'autore, si deve a lei l'intervento dell'autorità inquisitoriale. Tutto ha inizio, infatti, con l'uccisione, in circostanze oscure, di una giovane inserviente del monastero. Sebbene alla fine una delle accusate confessi l'atroce delitto, tuttavia si evidenzia l'impossibilità di fermare la macchina inquisitoriale che, una volta avviata, prevedeva la condanna non soltanto dell'imputata principale, ma anche di tutte le sue complici.

La parte più interessante nell'ambito del lavoro di ricostruzione del saggio è costituita dall'interpretazione dei documenti che lasciano trasparire sia vicende riferite al contesto reale, sia rappresentazioni legate ad un immaginario culturale condiviso da accusate e accusatori. Nelle deposizioni elementi veridici di contesto si legano ad elementi metareali come le favole sulla stregoneria e sui poteri di demoni e streghe. Si crea così un quadro ambiguo caratterizzato da una duplice realtà, il che costituisce un vero e proprio rompicapo per gli storici della stregoneria. Eventi reali e metareali si fondono dando origine ad un indistinto e intricato groviglio in cui è piuttosto arduo attribuire ai fatti una parvenza o meno di realtà.
E dunque possibile verificare se le confessioni delle presunte masche si riferiscano fatti reali o metareali? L'obiettivo dell'autore non è tanto quello di dare una risposta esauriente, quanto piuttosto quello di analizzare i fatti così come dalla fonte si possono desumere, proponendosi il compito di ricostruire l'antefatto del processo attenendosi esclusivamente agli elementi estrapolabili dagli atti giudiziari.




Ultima modifica pagina: 15/07/10 15:09 - Autore: admin

 


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